info
http://www.spancrazio.it/
san.pancrazio@spancrazio.it
tel. 0575-555063
http://www.spancrazio.it/
san.pancrazio@spancrazio.it
tel. 0575-555063
--------------
Ti sposerò
più che l'orizzonte il cielo nelle sere d'incendio,
più che le labbra le parole che pronunciano.
Ti sposerò, come l'archetto la corda
ed il violino la tua anima
quando sale il fumo dell'elevazione della sera.
Ti sposerò il giorno del sangue versato,
del cuore aperto che riversa il suo amore.
Le labbra e la coppa confuse, l'acqua e il sangue,
il fuoco e la tenerezza mescolate.
Pugno di terra chiuso nella mia mano,
tutto quello che era scritto si imprime in te:
ti amo.
Fr. Ephraim, Com.tà delle Beatitudini
Oggi, dopo diverso tempo, ho risentito un brano di un artista che amo molto, una canzone dalla quale debordano amore, luce, vento, vita ... viriditas.
Per un attimo mi ha fatto pensare che potrebbe essere risposta ideale a un Dio capace di tanto Amore che un giorno ha deciso di sposare l'Uomo ed entrare in una relazione eterna con lui: ecco, l'Uomo nuovo potrebbe risponderGli così ... per ringraziare di cotanta alleanza. (non male anche E canta la tua Gloria)
TRADUZIONE:
Tu colmi i miei sensi
Come una notte nella foresta
Come le montagne in primavera
Come una passeggiata nella pioggia
Come una tempesta nel deserto
Come un sonnacchioso oceano blu
Tu colmi i miei sensi
Vieni a colmarmi ancora
Vieni e lascia che io ti ami / Lascia dia a te la mia vita / Lasciami affondare nella tua risata / Lascia che muoia tra le tue braccia / Lascia che ti dorma accanto / Lascia io stia sempre con te / Vieni e lasciati amare / Vieni e amami ancora
Lascia che ti dia la mia vita / Vieni e lascia che io ti ami / Vieni e amami ancora
Tu colmi i miei sensi
Come una notte nella foresta
Come le montagne in primavera
Come una passeggiata nella pioggia
Come una tempesta nel deserto
Come un sonnacchioso oceano blu
Tu colmi i miei sensi
Vieni a colmarmi ancora.
Claudia Caffagni è nata a Bologna nel 1966. Ha iniziato a suonare il flauto dolce in tenera età ma, per evitare il confronto decisamente schiacciante con la sorella ormai flautista virtuosa, a tredici anni ha iniziato a suonare il liuto, sotto la guida del padre Mirco, innamorandosi perdutamente dello strumento. Durante un lungo percorso attraverso corsi estivi in Italia e all’estero, ha iniziato a studiare stabilmente prima con Federico Marincola, poi con Jacob Lindberg, con il quale si è diplomata in “Lute performing” al Royal College of Music di Londra nel 1989, e infine con Hopkinson Smith presso la Schola Cantorum Basiliensis. Già dal 1984 - con la fondazione di una prima versione dell’ensemble laReverdie insieme a Ella de Mircovich e a un amico liutista - ha iniziato a spingere la propria ricerca musicale oltre i confini del Rinascimento (repertorio in cui l’ha vista esibirsi anche in concerti solistici) verso l'affascinante mondo della musica medioevale. Da allora la sua storia ha seguito le vicende del gruppo che l'hanno portata a dedicarsi al liuto medioevale, a studiare canto (con Elisabetta Tandura) e a suonare il salterio. Coinvolta con passione nella ricerca musicologica, dedica sempre maggiore impegno all’attività didattica: insegna Prassi esecutiva della musica antica al Conservatorio di Musica "G. Tartini" di Trieste, tiene un corso di Musica medioevale presso l’Accademia Internazionale della Musica di Milano è responsabile del Laboratorio didattico permanente di Musica Sacra Medioevale – Alia musica di Parma , insegna Notazione medioevale e liuto medioevale alla Staatliche Hochschule für Musik di Trossingen ed è docente, assieme alla sorella, ai Corsi Internazionali di Musica Antica di Urbino. Collabora come cantante solista con Accordone con il quale ha inciso recentemete “Vivifice Spiritus Vitae Vis” per soli, coro, organo e basso continuo, composto da Guido Morini, sotto la direzione di Geert Hendrix, per l’etichetta Cypres. Agli studi e all’attività musicale ha affiancato, dopo gli studi classici, la laurea com laude in Architettura presso l'Istituto Universitario di Architettura di Venezia, con una tesi di laurea interdisciplinare dal titolo "Il temperamento in musica e in architettura: la Schola Riccatiana" (pubblicata nel volume “Le architetture di Orfeo”, Lugano-Milano, Fidia Edizioni d’Arte, 2011) e di collaborare successivamente con lo stesso Istituto Universitario come correlatrice di tesi di laurea su temi interdisciplinari tra musica e architettura.

L'abbazia di Las Huelgas(Santa María la Real de Las Huelgas)
|
Quando uno sciagurato regala alla sua fidanzata un libro contenente istruzioni su come mettersi a dieta, costui viene solitamente defenestrato non prima di essersi beccato un tot. di piatti in testa.
Purtuttavia, quando la fidanzata sono io e il l’Infamante Manualetto s’intitola qualcosa tipo “a dieta con Santa Ildegarda”, ci sono probabilità che il ragazzo non solo la scampi, ma venga pure ringraziato.
Ché tanto il manualetto aveva funzioni di pura erudizione, no? No??
***
Scherzi a parte – ebbene sì: esiste questo libretto, edito da Demetra, che s’intitola Le cure di Sant’Ildegarda. La Santa a cui ci si riferisce è naturalmente Ildegarda di Bingen, la famosa badessa altomedievale che, di professione, faceva la tuttologa. Poetessa, gemmologa, linguista, consigliera politica, studiosa di medicina, (eccetera eccetera eccetera): Ildegarda di Bingen faceva tutto questo ed anche di più, e per questa ragione si è guadagnata da tempo il primo posto nella classifica dei miei miti personali.
Perché la spiritualità è un'esperienza non razionale,non intellettiva, non logica. e' un'esperienza intuitiva,sensitiva, percettiva. In sintonia con il modo di esseredelle donne. Se la spiritualità la si può certamentepensare, prima di tutto è sentire: sentire la presenzadel divino, sentire che esiste qualcosa di più, sentireil senso del sacro, sentire che la vita ha un significatopiù vasto .... S. O.
La parte centrale del pensiero di Ildegarda von Bingen ruota intorno alla VIRIDITAS intesa come rapporto tra l'uomo - con le sue riflessioni e le sue emozioni - e la natura, preziosa alleata anche per guarire malattie.
Riassume la nozione universale di
ciò che i latini chiamavano
ed i greci
Come scrittrice Hildegard ha lasciato numerosi testi; fra questi anche due trattati sulle conoscenze mediche del suo tempo: “Physica” e “Causae et curae”. Era già profondamente consapevole che mangiare bene e stare bene sono due realtà non separate, ma intimamente connesse e dipendenti l'una dall'altra. Delle sue credenze alcune sono state confutate dalla scienza moderna, pur mantenendo un valore documentario incredibile; altre, confermano i suoi rimedi efficaci anche ai nostri giorni.
Ildegarda, più di una volta ribadisce il valore del farro, soprattutto nella cura degli ammalati. Questi biscotti di facile realizzazione nacquero per curare i nervi deboli.
L'aggiustamento di miele e/o zucchero dipende dal gusto personale. Scaldando il miele, durante la lavorazione dell'impasto, sarà più facile amalgamarlo agli altri ingredienti.
Ottenuta una palla liscia, si lavoreranno tanti piccoli cilindretti delle dimensioni di un dito e si inforneranno a 180 gradi per 15 minuti circa, a seconda del forno a vostra disposizione .
... nella musica come nelle altre sue opere, fa propri gli elementi della cultura del suo tempo (il canto gregoriano in questo caso) ma ne infrange i limiti.
La straordinaria estensione delle tonalità dei suoi canti può superare le due ottave, ed il suo linguaggio poetico fa volentieri ricorso ad effetti strani o addirittura violenti, rifiutando le forme stilistiche levigate, usuali nelle composizioni di inni dei suoi contemporanei. Ciò fa di Ildegarda una sperimentatrice innovativa e della sua musica uno stimolo ancora oggi vivo e fecondo.
In questi anni si sta verificando un vero e progressivo risveglio di interesse intorno ad Ildegarda. E' solo la moda del ritorno alla natura? Forse, almeno in parte, ma resta pur vero il fatto che, per un disegno provvidenziale del Creatore, i santi appaiono nelle epoche della storia come le costellazioni nel cielo astronomico. E' allora che si è in grado di riconoscere il loro valore e l'incidenza del loro passaggio nell'ambito della Chiesa e del mondo intero.
"Ildegarda visse contemplando la "luce vivente" e ascoltando le "arcane melodie" del mondo soprannaturale, divino. Questo dono straordinario non le impediva tuttavia di essere nello stesso tempo pienamente attenta alle realtà terrene e alle piccole cose della vita quotidiana, anzi, gliene favoriva una più profonda e penetrante conoscenza, una più coinvolgente esperienza. Il suo genio è poliedrico: ella abbraccia e unifica in sè aspetti assai differenti del sapere e dell'agire umano (tanto da poter essere chiamata la "sibilla renana") e tutta la sua opera, come la sua persona, sprigiona una travolgente energia spirituale che si risolve come finale sinfonico”.
Anna Maria Canopi, O.S.B. badessa

" Vorrei scrivere parole che siano organicamente inserite
in un gran silenzio e non parole che esistono per coprirlo o disperderlo:
dovrebbero accentuarlo, piuttosto (..). Io detesto gli accumuli di parole.
Semmai scriverò, mi piacerebbe dipingere poche parole su uno sfondo muto.
ETTY HILLESUM
-----------------------
“Esiste un silenzio che è un elemento primordiale sul quale la parola scivola e si muove, come il cigno sull’acqua. Per ascoltare con profitto una parola, conviene creare dapprima in noi stessi questo lago immobile…. La parola sorge dal silenzio, e al silenzio ritorna”.
(Jean Guitton, La Solitude et le silence)
![]() |
| Teresa di Lisieux (1873-1897) Dottore della Chiesa |
![]() |
| Ildegarda di Bingen (1098-1179) Dottore della Chiesa |
![]() |
| Madeleine Delbrel (1904-1964) Assistente sociale, mistica, scrittrice |
* brezza = aura
** Il simbolismo dei colori che caratterizza le immagini delle visioni di Ildegarda, e che risalta nella vivezza delle miniature che le illustrano, non è esclusivamente una ripetizione dei motivi simbolici della tradizione. Ad ognuno dei colori utilizzati (bianco, nero, giallo, grigio, azzurro, rosso, oro e colori metallici, verde) Ildegarda attribuisce una molteplicità di significati, in parte tradizionali, in parte originali del suo sistema. Il verde, come il rosso con cui sta in relazione, ha una rilevanza straordinaria, ed il termine viriditas è utilizzato da Ildegarda ad indicare una molteplicità di realtà connotate, più che dal colore vero e proprio, dalla caratteristica che questo colore indica: la forza vitale, che si esprime nella maniera più esplicita ed immediatamente percepibile nella vegetazione, ma che è riconoscibile in tutti i livelli, fisici e spirituali, del creato, comunque si manifesti sensibilmente. Viriditas dunque si manifesta non solo nell'ambito vegetale, ma anche in quello cosmologico e antropologico: l'anima è la viriditas dell'uomo, poiché è il principio della vita e del movimento, ma anche le pietre hanno una loro viriditas che è virtus, cioè principio della loro attività salutare nei confronti del corpo umano. Virtus è una delle parole associate a viriditas in forza dell'allitterazione - dispositivo importante nel pensare mormorando fra sé (ruminatio) tipico della cultura monastica.
*** Madeleine Delbrel