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venerdì 21 settembre 2018

giovedì 23 agosto 2018

Una canzone ... quanta 'viriditas'!



Ti sposerò 
più che l'orizzonte il cielo nelle sere d'incendio, 
più che le labbra le parole che pronunciano. 
Ti sposerò, come l'archetto la corda
ed il violino la tua anima
quando sale il fumo dell'elevazione della sera.  
Ti sposerò il giorno del sangue versato, 
del cuore aperto che riversa il suo amore. 
Le labbra e la coppa confuse, l'acqua e il sangue, 
il fuoco e la tenerezza mescolate. 
Pugno di terra chiuso nella mia mano,
tutto quello che era scritto si imprime in te: 
ti amo. 
Fr. Ephraim, Com.tà delle Beatitudini  


Oggi, dopo diverso tempo, ho risentito un brano di un artista che amo molto, una canzone dalla quale debordano amore, luce, vento, vita ... viriditas
Per un attimo mi ha fatto pensare che potrebbe essere risposta ideale a un Dio capace di tanto Amore che un giorno ha deciso di sposare l'Uomo ed entrare in una relazione eterna con lui: ecco, l'Uomo nuovo potrebbe risponderGli così ... per ringraziare di cotanta alleanza. (non male anche E canta la tua Gloria


Per condividerla con voi ho trovato questo video, con immagini
non troppo invadenti e falsanti. Se la riascoltate chiudendo gli
occhi, ne potrete gustare tutta la dolce forza vitale. 


TRADUZIONE:

Tu colmi i miei sensi
Come una notte nella foresta
Come le montagne in primavera
Come una passeggiata nella pioggia
Come una tempesta nel deserto
Come un sonnacchioso oceano blu
Tu colmi i miei sensi
Vieni a colmarmi ancora
Vieni e lascia che io ti ami / Lascia dia a te la mia vita / Lasciami affondare nella tua risata / Lascia che muoia tra le tue braccia /  Lascia che ti dorma accanto / Lascia io stia sempre con te /  Vieni e lasciati amare / Vieni e amami ancora
Lascia che ti dia la mia vita / Vieni e lascia che io ti ami / Vieni e amami ancora 
Tu colmi i miei sensi
Come una notte nella foresta
Come le montagne in primavera
Come una passeggiata nella pioggia
Come una tempesta nel deserto
Come un sonnacchioso oceano blu
Tu colmi i miei sensi
Vieni a colmarmi ancora. 







domenica 19 agosto 2018

"E' quando non puoi più aspettarti di vedere che arrivi al vero guardare" *


*Wolfang Fasser (Romena)

Vedere, sentire ... Se Ildegarda è donna dei suoi tempi, ha toccato con mano fragilità, limite e piccolezza e sa analizzare con lucidità e chiarezza impressionanti, vede attraverso lo specchio simbolico delle sue immagini e nei significati profondi della realtà arriva a leggere nessi e relazioni (ricordiamo? Ildegarda non vive estasi, ma ha visioni in stato di veglia, giorno o notte), Wolfgang Fasser ci aiuta a guardare al di là del senso visivo ...
Entrambe vedono con gli occhi dell'anima.
Per entrambe, la mistica che si accosta all'Assoluto mediante una conoscenza e una esperienza di carattere intuitivo e l'uomo che cura i bambini con la musica del bosco, la vita è ricca, animata e ricolma di viriditas e pietre colorate ... E la vita interiore non è distaccata dalla realtà.











venerdì 16 gennaio 2015

Le cure di Sant'Ildegarda



Quando uno sciagurato regala alla sua fidanzata un libro contenente istruzioni su come mettersi a dieta, costui viene solitamente defenestrato non prima di essersi beccato un tot. di piatti in testa.
Purtuttavia, quando la fidanzata sono io e il l’Infamante Manualetto s’intitola qualcosa tipo “a dieta con Santa Ildegarda”, ci sono probabilità che il ragazzo non solo la scampi, ma venga pure ringraziato.
Ché tanto il manualetto aveva funzioni di pura erudizione, no? No??

***

Scherzi a parte – ebbene sì: esiste questo libretto, edito da Demetra, che s’intitola Le cure di Sant’Ildegarda. La Santa a cui ci si riferisce è naturalmente Ildegarda di Bingen, la famosa badessa altomedievale che, di professione, faceva la tuttologa. Poetessa, gemmologa, linguista, consigliera politica, studiosa di medicina, (eccetera eccetera eccetera): Ildegarda di Bingen faceva tutto questo ed anche di più, e per questa ragione si è guadagnata da tempo il primo posto nella classifica dei miei miti personali.

mercoledì 17 settembre 2014

17 settembre - Santa Ildegarda






Per festeggiare la mia amica Hilde,
oggi farò i suoi biscottini ...

la ricetta QUI 





Perché la spiritualità è un'esperienza non razionale,
non intellettiva, non logica. e' un'esperienza intuitiva,
sensitiva, percettiva. In sintonia con il modo di essere 
delle donne. Se la spiritualità la si può certamente
pensare, prima di tutto è sentire: sentire la presenza 
del divino, sentire che esiste qualcosa di più, sentire 
il senso del sacro, sentire che la vita ha un significato 
più vasto .... S. O. 




sabato 5 luglio 2014




Il silenzio è come il bianco:
non è un'assenza di colore:
è la somma di tutti i colori,
riassunti e unificati,
quasi messi a tacere nella candidezza.
Così il silenzio contiene
ogni possibile parola

Adriana Zarri


martedì 1 luglio 2014

Viriditas



La parte centrale del pensiero di Ildegarda von Bingen ruota intorno alla VIRIDITAS intesa come rapporto tra l'uomo - con le sue riflessioni e le sue emozioni - e la natura, preziosa alleata anche per guarire malattie.
Riassume la nozione universale di
ciò che i latini chiamavano 
(integrità)
ed i greci 
(il tutto)




domenica 29 giugno 2014

Ildegarda ...




 ... nella musica come nelle altre sue opere, fa propri gli elementi della cultura del suo tempo (il canto gregoriano in questo caso) ma ne infrange i limiti. 
La straordinaria estensione delle tonalità dei suoi canti può superare le due ottave, ed il suo linguaggio poetico fa volentieri ricorso ad effetti strani o addirittura violenti, rifiutando le forme stilistiche levigate, usuali nelle composizioni di inni dei suoi contemporanei. Ciò fa di Ildegarda una sperimentatrice innovativa e della sua musica uno stimolo ancora oggi vivo e fecondo.  
 
In questi anni si sta verificando un vero e progressivo risveglio di interesse intorno ad Ildegarda. E' solo la moda del ritorno alla natura? Forse, almeno in parte, ma resta pur vero il fatto che, per un disegno provvidenziale del Creatore, i santi appaiono nelle epoche della storia come le costellazioni nel cielo astronomico. E' allora che si è in grado di riconoscere il loro valore e l'incidenza del loro passaggio nell'ambito della Chiesa e del mondo intero. 

 "Ildegarda visse contemplando la "luce vivente" e ascoltando le "arcane melodie" del mondo soprannaturale, divino. Questo dono straordinario non le impediva tuttavia di essere nello stesso tempo pienamente attenta alle realtà terrene e alle piccole cose della vita quotidiana, anzi, gliene favoriva una più profonda e penetrante conoscenza, una più coinvolgente esperienza. Il suo genio è poliedrico: ella abbraccia e unifica in sè aspetti assai differenti del sapere e dell'agire umano (tanto da poter essere chiamata la "sibilla renana") e tutta la sua opera, come la sua persona, sprigiona una travolgente energia spirituale che si risolve come finale sinfonico.


Anna Maria Canopi, O.S.B. badessa 

venerdì 27 giugno 2014

Inno alla forza della vita



" Io sono la suprema forza di fuoco che ho acceso tutte le scintille viventi, in nessuna cosa mortale ho posto il mio soffio, le distinguo nel loro essere, ed ho ordinato rettamente con le mie penne più alte - cioè con la sapienza che vola - il circolo che le circonda. Io, vita di fuoco, fiammeggio sulla bellezza dei campi, risplendo nelle acque e ardo nel sole, nella luna e nelle stelle, e con l'aereo vento suscito tutte le cose, vivificandole con la vita invisibile, che tutte le sostiene. Perché l'aria vive nella vegetazione e nei fiori, le acque scorrono come se vivessero, e il sole vive nella sua luce, e la luna, quando è quasi scomparsa, è riaccesa dalla luce del sole come per vivere di nuovo, e le stelle risplendono nel suo splendore come esseri viventi.

Io ho posto le colonne che contengono tutto il globo terrestre e quei venti che hanno penne a loro sottomesse, cioè i venti più lievi, che con la loro levità fanno da sostegno ai più forti, affinché non si mostrino pericolosamente, come il corpo è a contatto dell'anima e la contiene, affinché non evapori. E come il soffio dell'anima tiene insieme con fermezza il corpo, affinché non muoia, così i venti più forti animano quelli a loro sottomessi, affinché essi possano svolgere debitamente il loro compito. Ed io, forza di fuoco, sono nascosta in essi, essi da me avvampano, come il respiro continuo dell'uomo, o come nel fuoco la fiamma che guizza. Tutte queste cose sono vive nella loro essenza, non possono morire, perché io sono la vita.

E sono anche la razionalità, col vento della parola che risuona, da cui ogni creatura è stata fatta, ed in tutte ho immesso il mio soffio, affinché nessuna nel proprio genere sia mortale, perché io sono la vita.

Sono la vita nella sua integrità, non quella che manca alle pietre, non quella che fa nascere le fronde dai rami, non quella che ha radice nella forza virile, ma io sono la radice di ogni vivente. La razionalità infatti è la radice, la parola che risuona fiorisce in essa. E poiché Dio è razionale, come potrebbe non operare? Le sue opere giungono a perfetta fioritura nell'essere umano, che fece a sua immagine e somiglianza, ponendo in esso il segno di tutte le creature secondo la sua misura.

Nell'eternità, da sempre, Dio volle fare l'essere umano, la sua opera, e quando ebbe fatto quest'opera le dette tutte le creature perché facesse le sue opere con esse, allo stesso modo in cui Dio aveva fatto la propria opera, l'essere umano.

Ma sono io il suo ministro, perché tutte le cose vitali ricevono da me il loro ardore; sono la vita che permane uguale nell'eternità, che non ha avuto inizio e non avrà fine, e Dio è la vita stessa che si muove ed opera, una sola vita in un triplice vigore.

L'eternità è il Padre, il Verbo è il Figlio, e il soffio che li connette è chiamato Spirito santo, e di ciò Dio ha posto il segno nell'uomo, in cui vi sono corpo, anima e razionalità."


HILDEGARD VON BINGEN
(descrizione che lo spirito divino le fa della viriditas)






giovedì 19 giugno 2014

C'è un vento che soffia dove vuole ...



.. e porta, e riporta voci.

Devo ad una nuova amica conosciuta in questi giorni l'incontenibile moto dell'anima di dedicare queste pagine alla delicata presenza nella mia vita di tre amiche di lunga data. Tre di quelle fedeli ma discrete; intense e soavi della forza dell'Amore e dell'Armonia.

Ce ne sono anche altre, in verità; ne parleremo con brevi viaggi nel loro tempo e nei loro spazi.

Sia benedetta la brezza* che le ha sapientemente spinte sul mio cammino e quella che me ne riporta - ancor più sapientemente! - eco ed immagini, sprone e stimoli in determinati momenti della mia vita.

Un cammino comune, a quanto pare, sulla via della piccolezza, della creaturalità, dell'armonia universale, dell'importanza di Dio nelle nostre esistenze, del riconoscimento di ogni atomo come di un grande disegno di Vita (...), dell'ordinarietà solo apparentemente banale, della quotidianità come luogononluogo in cui respirare e vivere Dio mentre si accompagnano anche altri verso l'Incontro in una gratuita missionarietà senza battello, là dove si sia piantati ... Un cammino intorno alla viriditas**.

Un cammino, qual'è quello di ogni essere umano: chiamato alla beatitudine, cerca di non smarrire la via per raggiungerla. Creati per amare ed essere amati, è bella la strada per chi cammina. E' bello il cammino, per chi va ... 

Qualcuno ha fatto diventare bella la strada.
Ecco: le mie amiche hanno scelto la sequela. Ciascuna a suo modo, certe che prima di ogni passo del cammino, nella sequela , c'è qualcosa che viene - appunto - prima di qualsiasi nostra mossa : ci precede.

La vita cambia, si compie, solo se si è disponibili a questo 'qualcosa che viene prima'. Se se ne ascolta il Vento.

Allora, una volta 'accolto' ed incontrato, si corre come scintille nelle stoppie per diventare 'contagiose di gioia, contagiose di beatitudine' ***, come novelle donne trafelate nell'annuncio di gioia in mattine pasquali ...


Teresa di Lisieux (1873-1897)
Dottore della Chiesa

Ildegarda di Bingen (1098-1179)
Dottore della Chiesa


Madeleine Delbrel (1904-1964)
Assistente sociale, mistica, scrittrice




* brezza = aura
** Il simbolismo dei colori che caratterizza le immagini delle visioni di Ildegarda, e che risalta nella vivezza delle miniature che le illustrano, non è esclusivamente una ripetizione dei motivi simbolici della tradizione. Ad ognuno dei colori utilizzati (bianco, nero, giallo, grigio, azzurro, rosso, oro e colori metallici, verde) Ildegarda attribuisce una molteplicità di significati, in parte tradizionali, in parte originali del suo sistema. Il verde, come il rosso con cui sta in relazione, ha una rilevanza straordinaria, ed il termine viriditas è utilizzato da Ildegarda ad indicare una molteplicità di realtà connotate, più che dal colore vero e proprio, dalla caratteristica che questo colore indica: la forza vitale, che si esprime nella maniera più esplicita ed immediatamente percepibile nella vegetazione, ma che è riconoscibile in tutti i livelli, fisici e spirituali, del creato, comunque si manifesti sensibilmente.  Viriditas dunque si manifesta non solo nell'ambito vegetale, ma anche in quello cosmologico e antropologico: l'anima è la viriditas dell'uomo, poiché è il principio della vita e del movimento, ma anche le pietre hanno una loro viriditas che è virtus, cioè principio della loro attività salutare nei confronti del corpo umano. Virtus è una delle parole associate a viriditas in forza dell'allitterazione - dispositivo importante nel pensare mormorando fra sé (ruminatio) tipico della cultura monastica. 
*** Madeleine Delbrel